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La scatola dei giocattoli una buona pratica

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Il baratto dei giocattoli è una buona pratica che si diffonde: giochi dismessi con cui far divertire altri bimbi, giochi da scambiare per rinnovare la cameretta, giochi da sostituire seguendo la crescita. Le stanze dei figli sono stracolme di oggetti ma di gettarli via non se ne parla: essendo fatti per lo più di plastica o di materiali misti e inquinanti, i giocattoli che finiscono in discarica o peggio abbandonati in natura, una volta che non servono più contribuiscono all’inquinamento ambientale.

Ecco perchè il baratto dei giocattoli conviene a tutti. Ogni volta che un giocattolo passa di mano, oltre a compiere un gesto di solidarietà, ha anche un impatto positivo nei confronti dell’ambiente.
Fare in modo di allungargli la vita il più possibile è una best practice sia in termini di riduzione dei rifiuti e sia in risparmio di risorse e anidride carbonica che serve per produrre altri giochi nuovi. Secondo il Report 2019 di WWF “Fermiamo l’inquinamento da plastica” – Il mare è il destino finale di ben 53 mila tonnellate di plastica ogni anno: il 4% vi arriva dai fiumi italiani. Il Po è responsabile del 3% (1.350 ton) della plastica che ogni anno finisce nel mare e rappresenta la 10° maggiore fonte di inquinamento da plastica del Mediterraneo. Solo la città di Roma, attraverso il Tevere, riversa in mare l’1% della plastica (600 ton l’anno).
In molte scuole si raccolgono giocattoli da barattare o da donare ai bambini che non ne hanno e si moltiplicano le iniziative in tutta Italia. Tra queste, giunta alla sesta edizione, c’è ‘Ce l’ho ce l’ho mi manca’, la manifestazione sul Baratto e la donazione dei giocattoli ancora in buono stato, organizzata dal magazine on line Family Welcome con la partecipazione di Save The Children. Una giornata gratuita il 1 dicembre a Roma dove il consumismo lascia per una volta il passo all’ambiente e alla generosità: centinaia di giochi scambiati e donati per un’iniziativa che è anche di educazione etica, che va ben oltre il giocattolo in sè. Ci sono delle buone regole: bambini e famiglie all’ingresso della manifestazione, accolti dai volontari di Save the Children (insieme ai Clowndottori e Cantastotie dell’Associazione no-profit di medici La Banda Faclò) consegnano i giocattoli, ricevendo in cambio monete simboliche, per un valore il più possibile equivalente al materiale che è stato messo a disposizione per il baratto. Con questi gettoni i bambini possono scegliere autonomamente altri giochi, “come nuovi”, all’interno dell’area dedicata al baratto. Al termine, i giocattoli che non dovessero conoscere nuovi “proprietari” sono donati ai Punti Luce e Spazi Mamme di Save the Children in Italia e all’Associazione La Banda Faclò, che li distribuirà in ospedali pediatrici e case famiglia.
Lo scambio dei giochi è di fatto anche un insegnamento a un consumo eticamente sostenibile.