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Fisco al lavoro per i furbetti italiani

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Da una parte ci sono oltre 100 milioni di euro, recuperati da fondi e accantonamenti non utilizzati, per supportare il mondo del lavoro, dall’altra tra le 500 e le 600 assunzioni per rafforzare il Fisco e inasprire la lotta all’evasione.

La manovra si arricchisce di due novità non da poco. Partiamo dal gruzzoletto inaspettato, che sarà destinato in parte per la salvaguardia dell’occupazione e in parte per il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, tra cui il ritorno della cassa integrazione. Ma cosa è successo precisamente? Secondo quanto ricostruito da Il Sole 24 Ore, il governo sarebbe riuscito a recuperare più di 100 milioni di euro dal bilancio grazie a una serie di “forme di intervento diversificate”. E così, tra gli emendamenti al ddl di bilancio in esame in commissione Bilancio al Senato, hanno ottenuto il semaforo verde alcuni correttivi provenienti dal ministero del Lavoro per sostenere l’autoimprenditorialità, le imprese in difficoltà e le aree di crisi.

I rinforzi del Fisco

Detto dei 100 e passa milioni di euro, è adesso il momento di concentrarsi sul nuovo esercito anti-evasione in arrivo per scovare i furbetti italiani. L’Agenzia delle Entrate, al netto delle uscite causate da Quota 100 e altri addii volontari, necessita rinforzi per un organico in deficit di almeno un quarto del personale. Ecco che, appurata l’esigenza del Fisco, il direttore delle Entrate, Antonino Maggiore, e quello delle Dogane sono pronti ad accogliere nuovi controllori.

È infatti in dirittura d’arrivo l’emendamento del governo che consentirà sia all’Agenzia delle Entrate sia a quella delle Dogane di assumere nuovo personale a partire dal 2020. Si parla di un numero compreso tra le 500 e le 600 unità complessive. Anche perché l’esecutivo giallorosso ha fatto del contrasto all’evasione fiscale uno dei pilastri della prossima manovra, dunque tutti gli ingranaggi della macchina statale dovranno funzionare alla perfezione per reprimere il sommerso.

Dalla Cigs alle aree di crisi

Il governo ha poi intenzione di prolungare la cosiddetta Cassa integrazione straordinaria (Cigs) per cessazione di attività, dunque ecco un emendamento al ddl Bilancio con cui saranno stanziati ben 50 milioni di euro. La citata misura era stata cancellata dal Job act e poi ripescata, in un secondo momento, nel settembre 2018, in seguito al decreto emergenze. Qualora la Cassa integrazione per cessazione attività fosse reintrodotta, questa potrebbe garantire un valido ammortizzatore sociale alle imprese che hanno cessato la propria attività e che devono ancora smaltire le procedure per il licenziamento dei lavoratori.

Capitolo aree di crisi e vittime di infortuni. All’interno del pacchetto di interventi a sostegno dell’occupazione potrebbero trovare spazio, e quindi entrare nel ddl di Bilancio, vari provvedimenti, tra cui la possibilità di usare l’incremento del fondo sociale per l’occupazione e la formazione, l’utilizzo della Cigs nella aree del Fermano-Maceratese e in quella di Torino e lo stanziamento di almeno 2 milioni per il 2020 e 3 milioni all’anno per il 2021 e 2022 da girare al fondo vittime gravi infortuni sul lavoro, non coperti dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni.